Carocci: requiem per una casa editrice?

Al via la trattativa, ma l’ad Bassani non si presenta e lo sciopero continua

L’assemblea dei lavoratori Carocci, a seguito dell’incontro di ieri fra azienda e rappresentanti sindacali, comunica che:

a) deplora l’assenza – nell’attuale delicata fase della trattativa – di Giuliano Bassani, amministratore delegato del Mulino e di Carocci: un fatto sconcertante, considerato che sul tavolo pesa il licenziamento della metà della forza lavoro annunciato in dicembre;

b) la proprietà insiste con un piano di smantellamento di fatto del corpo redazionale e amministrativo, confermando una decimazione della casa editrice. Questo in mancanza di un concreto piano industriale di rilancio e in assenza di indicazioni chiare per il futuro dei dipendenti che saranno allontanati (quali prospettive di ricollocamento? In che forme? Con quali garanzie?);

c) è stata rifiutata l’offerta avanzata da parte dei lavoratori di un contratto di solidarietà, che avrebbe dato all’azienda il tempo di attuare quell’attenta politica commerciale e di mercato che è mancata in questi anni. Sul calo di fatturato non incide solo il costo del lavoro o la crisi del settore, tale calo è avvenuto anche per responsabilità della dirigenza (o, peggio, si tratta di un lucido disegno di smobilitazione della casa editrice?).

I lavoratori di Carocci proseguono nello sciopero a oltranza, sino alla definizione di un serio e convincente accordo tra le parti.

I lavoratori di Carocci auspicano che l’assemblea dei soci del Mulino prenda una posizione chiara contro una decisione imprenditoriale priva di elementi concreti di sviluppo e che ci appare molto lontana dalla storia e dalla cultura che il Mulino ha rappresentato per 60 anni.

L’assemblea dei lavoratori della Carocci editore – Slc Cgil Roma e Lazio
Fabio Scurpa
335 7970483

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One thought on “Carocci: requiem per una casa editrice?

  1. anche a me pare un comportamento molto lontano dalla storia e dalla cultura che il Mulino ha rappresentato per 60 anni, anche se non mancano esempi in tal senso nella gestione editoriale, ma ciò che mi colpisce è l’assenza di una voce pubblica di tanti studiosi prestigiosi che fanno parrte dell’associazione, spero che nel frattempo si siano almeno sviluppate alcune voci private interne alla associazione stessa

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